La nostalgia è il nuovo futuro?

Durante “Oklou Discusses ‘Choke Enough,’ Touring With Her Baby, & Working With FKA twigs”, una video-intervista pubblicata da Pitchfork, qualcuno dal pubblico chiede a Oklou perché in choke enough ritorni così spesso l’infanzia. Quasi ridendo, lei risponde: “I think the childhood nostalgia is so always there with me.”

La nostalgia dell’infanzia, semplicemente, è sempre lì. Una presenza costante nel suo modo di scrivere, quasi un linguaggio attraverso cui trasformare ricordi e sensazioni in qualcosa che appartiene al presente.

La cosa interessante è che choke enough non è affatto un disco rétro: non prova a ricostruire un decennio e non imita nessun genere del passato. È sperimentale e profondamente contemporaneo.

Il punto è proprio questo. Mentre la musica diventa sempre più immateriale e immediata, continuiamo a cercare qualcosa che abbia peso. In Italia, nei primi sei mesi del 2026, abbiamo superato i 52 miliardi di stream. Nello stesso periodo il vinile è cresciuto del 18,5%.

Non abbiamo smesso di ascoltare in streaming per tornare al giradischi. Vogliamo entrambi. E nella moda sta accadendo qualcosa di molto simile.

Più un trend può nascere, diffondersi e consumarsi velocemente, più sembrano acquistare valore capi che si muovono nella direzione opposta. Non necessariamente vintage, ma oggetti costruiti su forme che hanno già attraversato il tempo.

Basta guardare alcuni dei brand che abbiamo scelto negli anni per Vicious.

Una giacca Barbour, per esempio, non è necessariamente arrivata alla fine quando comincia a portare addosso i segni di chi l’ha indossata. Il marchio ricera e ripara i propri capi dal 1921 e continua a farlo attraverso Wax for Life: l’idea non è riportarli ogni volta allo stato iniziale, ma permettere loro di continuare. È una logica che, in forme diverse, attraversa anche il denim. Levi’s Vintage Clothing torna direttamente nell’archivio del marchio per ricostruire modelli storici studiandone tessuti, cuciture, tasche e proporzioni. Così un 501 del 1942 o del 1954 può riapparire decenni dopo senza essere semplicemente travestito da oggetto vintage. A volte non è nemmeno necessario ricostruire un capo perché continui a muoversi tra epoche diverse. L’Active Jacket di Carhartt, nata nel mondo del workwear, ha attraversato cinquant’anni cambiando continuamente contesto. Carhartt WIP ne ha raccontato recentemente la storia con Sedimental Works: lavoro, strada, sottoculture, musica, moda. Il capo resta quasi lo stesso; sono le persone attorno a lui a cambiarne continuamente il significato.

Tre storie che finiscono per raccontarne una sola. il passato non viene semplicemente esposto in una teca. Continua a essere usato.

Anche perché un vestito può fare una cosa che pochissimi oggetti digitali riescono a fare: registrare il tempo. Il denim perde uniformità. Una giacca cerata si segna e viene nuovamente trattata. La pelle cambia, prende una forma diversa. Sono trasformazioni che altrove chiameremmo semplicemente usura. Qui diventano parte dell’oggetto.

Del resto succede qualcosa di simile con un disco. Una copertina piegata, un vinile tirato fuori cento volte, una canzone legata definitivamente a un periodo della nostra vita. L’oggetto non conserva soltanto un contenuto ma anche il modo in cui lo abbiamo attraversato.

Naturalmente anche la nostalgia può diventare marketing. Recuperare un archivio, ristampare una vecchia grafica o aggiungere la parola heritage a una collezione non rende automaticamente qualcosa più autentico.

La domanda interessante è un’altra: perché, avendo a disposizione una quantità praticamente infinita di novità, continuiamo a scegliere alcune forme che esistevano già? Forse perché viviamo dentro strumenti progettati per eliminare l’attesa. Una canzone parte immediatamente, un trend raggiunge milioni di persone in poche ore, un capo arriva il giorno dopo. Tutto è disponibile prima ancora di avere avuto il tempo di mancarci. La memoria, invece, funziona diversamente: seleziona, elimina e deforma. Così come Oklou prende un ricordo e lo trasforma in un suono che appartiene al presente, un 501, un’Active Jacket o una giacca Barbour attraversano lo stesso processo ogni volta che entrano in una storia nuova.

Non stiamo tornando indietro perché abbiamo finito le idee per il futuro. Stiamo scegliendo dal passato ciò che merita ancora di averne uno.

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